lunedì 16 gennaio 2017

Detrarre le spese contro l'evasione

Sentirsi dire "Sono 100 senza fattura.", a chi non è mai capitato?
Quante volte il professionista di turno non ci ha fatto la fattura o alla nostra richiesta ha risposto "allora ci devo mettere l'iva."

Questo capita perché molti professionisti evadono le tasse e a noi non ce ne importa, certo magari qualcuno per principio chiede sempre la fattura ma a noi, cittadini a reddito limitato, spesso questa fattura costa cara.

Vediamo di capire però quante tasse si evadono facendosi pagare in nero.
Prendiamo ad esempio un artigiano che fa per noi un lavoro da 100€ + IVA
Con la fattura questo lavoro lo pagheremmo:

100€ + IVA = 122€ (soldi che escono dal nostro portafogli)

Su questo quanto paga di tasse l'artigiano? e se non fa fattura quanto guadagna?


NotaCon FatturaSenza Fattura
Imponibile fattura100€100€
IVA fattura (22%)22€0
Totale pagato dal cliente122€100€
INPS (23%)23€0€
Imponibile irpef77€0€
Irpef (23%)18€0€
Guadagno artigiano59€100€
Incasso Stato (IVA+Irpef)40€0€

L'artigiano deve versare allo stato oltre all'IVA anche i contributi INPS e pagare l'Irpef, supponendo che 100€ siano solo manodopera l'artigiano deve pagare 41€ tra contributi e tasse.
Se invece vediamo le cose senza fattura abbiamo che:

Senza fattura noi non paghiamo IVA (100€ al posto di 122€) risparmiando 22€
Senza fattura l'artigiano non paga INPS e Irpef guadagnando 41€ in più.

E' quindi palese che farsi fare la fattura non conviene a nessuno dei due soggetti.
Scovare questo tipo di evasione è praticamente impossibile o molto difficile perché nessuno dei due soggetti coinvolti ha interesse a denunciare alcunché.
L'unico modo sarebbe tendere le trappole all'artigiano oppure dedurlo dal suo tenore di vita.

C'e' un'altra soluzione?
In teoria una soluzione ci sarebbe, consentire ai privati di dedurre dal proprio reddito questa tipologia di spese.
Vediamo in numeri:

Mi faccio fare la fattura da 122€
Il mio reddito è di 25.000€ l'anno, se deduco la fattura il mio reddito sarà:

25.000€ - 122€ = 24.878€

Dato che il mio reddito scende pagherò meno Irpef, vediamo la differenza

25.000€ => Irpef 2.519€
24.878€ => Irpef 2.468€

Ho pagato 33€ in meno.
Quindi rifacciamo lo schemino tenendo presente questo terzo caso


NotaCon FatturaSenza FatturaFattura + Deduzione
Imponibile fattura100€100€100€
IVA fattura (22%)22€0€22€
Detrazione irpef0€0€33€
Totale pagato dal cliente122€100€89€
INPS (23%)23€0€23€
Imponibile irpef77€0€77€
Irpef (23%)18€0€18€
Guadagno artigiano59€100€59€
Incasso Stato (IVA+Irpef)40€0€7€

Quindi tirando le somme a fronte di una spesa di 122€ al momento della riparazione ne ho avuti indietro 33€ con la dichiarazione dei redditi per cui ne ho sborsati veramente solo 89€
Quindi a questo punto mi conviene farmi fare la fattura perché rispetto al nero risparmio 11€ in più.
Mentre per lo stato cambia che se prima con il nero non prendeva nulla adesso qualcosa, anche se solo 7€, li prende.
Questo perché se è vero che così incassa l'Irpef dell'artigiano ma deve restituire al cliente una parte della sua Irpef, oltre a ciò c'e' però da dire che in questo terzo caso l'INPS prende i suoi contributi.

INPS 23€
Stato 22€ + 18€ -33€ = 7€

Quindi se potessimo detrarre questo genere di spese avremmo più interesse a farci fare fattura e l'evasione diminuirebbe.
Il rovescio della medaglia è che un provvedimento simile si applicherebbe anche a chi la fattura la emette di norma e in quel caso lo stato prenderebbe meno soldi.
Purtroppo non ho dati su quanto sia l'evasione rispetto al fatturato regolare per capire se la cosa avrebbe un vero ritorno.
Sicuramente per l'INPS sarebbe un toccasana, mentre per lo stato diventerebbe vantaggioso solo in caso l'attuale evasione sia superiore al 82,5% del fatturato totale, cosa che mi viene un po difficile credere.








giovedì 1 dicembre 2016

Rilanciare l'economia? Aboliamo la tassa sulla sfiga

Abolire la tassa sulla sfiga darebbe sicuramente una mano al paese, all'ambiente e alle nostre tasche.

Cosè la tassa sulla sfiga?
Ad oggi, in quasi tutti i paesi i consumi sono tassati, cioè quando acquistiamo beni o servizi paghiamo una serie di tasse, alcune dirette come l'IVA e altre indirette come ad esempio i contributi per il personale, l'affitto del negozio, etc.
Quindi il prezzo che paghiamo sia se stiamo acquistando un bene materiale (auto, tv, telefoni, etc.) sia se stiamo acquistando un servizio (idraulico, elettricista, massaggiatore, etc.) comprende questi costi.
Detto questo possiamo dividere gli acquisti di beni e servizi in due categorie:

  1. voluti e desiderati
  2. non voluti ne desiderati

Nella prima categoria ricadono tutti quegli acquisti che facciamo per nostro piacere, ad esempio l'acquisto di un'automobile è una spesa voluta perché io decido che mi serve una macchina nuova, così come l'acquisto di un televisore o un pranzo al ristorante o ancora un trattamento estetico.
Sono tutti acquisti che soddisfano in qualche desiderio che noi vogliamo realizzare.
Nella seconda categoria invece ricadono gli acquisti non voluti, che sono tutti quei beni e servizi che da un momento all'altro siamo costretti ad acquistare oer cause che non dipendono dalla nostra volontà.
Per esempio se mi si guasta la macchina devo spendere dei soldi in meccanico e ricambi per farla riparare ma questa spesa io non la volevo mica, non desideravo che il motore si rompesse o la gomma si bucasse.
Altro esempio se ho una perdita di acqua in casa devo chiamare un idraulico ma io non desideravo di certo una perdita d'acqua ne tantomento volevo pagare un idraulico per aggiustarla.
Tutti questi casi noi siamo soliti definirli come SFIGA, ora dato che questo genere di spese non sono mai ben volute e a volte mettono in crisi il bilancio familiare, perchè mentre un acquisto posso programmarlo un guasto arriva sempre quando meno te lo aspetti, oltre a dover pagare queste spese pagarci sopra pure delle tasse è dannatamente ingiusto.
Per questo motivo quando parlo di tasse su ricambi e servizi di riparazione parlo di "tasse sulla Sfiga".

Come abolirla
Presto detto, tutte le spese non volute sono quelle di riparazione/ripristino/rifacimento quindi le misure da adottare potrebbero essere ad esempio:
  • Iva al 4% su pezzi di ricambio
  • Possibilità di dedurre fiscalmente tutte le spese inerenti le riparazioni/ripristino (in pratica non ci paghi sopra le tasse)
  • Agevolazioni fiscali per le attività di riparatore e assistenti vari (meno costi per loro meno costo al cliente)
Con attività di riparazione si intendono tutte quelle pertinenti come: meccanico, sarto, riparazione elettrodomestici e simili.

Vantaggi
Una politica volta a ridurre i costi di riparazione/manutenzione darebbe sicuramente una mano alle famiglie dato che ridurrebbe la spesa per il mantenimento dei beni consentendo di avere soldi per altre spese.
Inoltre porterebbe un aumento di convenienza nel far riparare un oggetto invece di cambiarlo, oggi alcune riparazioni costano talmente tanto che cambiare il bene danneggiato spesso risulta più conveniente.
Inoltre se aumentasse la domanda di "riparatori" ci sarebbe più occupazione dato che di certo gli oggetti si riparano qui e non in paesi esteri.
Riassumendo una politica del genere porterebbe:
  • Maggior numero di occupati nel settore in Italia
  • Minor produzione di rifiuti
  • Risparmio per i cittadini
Riassumendo diciamo NO alla TASSA SULLA SFIGA!

venerdì 18 novembre 2016

Tasse Ingiuste - Assenza di una no tax area

Tutti dobbiamo pagare le tasse per poterci permettere i servizi essenziali come strade, sicurezza, pensioni, sanità etc.
Le tasse di solito sono imposte dirette, cioè vengono calcolate in misura proporzionale in base a quanto guadagniamo, ma siamo certi che questo sia proprio corretto?
Parlo come consulente ma queste considerazioni possono essere tranquillamente applicate a qualsiasi categoria, i soldi che guadagno li spendo in primis per mangiare, poi per mantenermi una casa e infine, se ne avanzano, per divertirmi.
Se però guadagno poco devo usare tutti i soldi che guadagno per mangiare e sarebbe giusto che lo stato tutelasse chi ha redditi bassi, anche di impresa, perché non è detto che ognuno abbia la quantità di clienti necessaria ad assicurarsi un reddito dignitoso, lo dice anche la costituzione.

Vediamo quanto paga di tasse un consulente in relazione al suo reddito da non confondersi con il fatturato, infatti il fatturato è la somma dei soldi incassati mentre il reddito è il fatturato meno le spese necessarie a svolgere l'attività.
Ecco uno schema di riassunto analizzando i redditi da 1000€ fino a 250.000€

Reddito €INPS (27%)Imponibile IrpefIrpef (23%-43%)Netto €%
€ 1.000€ 270€ 730€ 168€ 56256,21
€ 5.000€ 1.350€ 3.650€ 840€ 2.81156,21
€ 10.000€ 2.700€ 7.300€ 1.679€ 5.62156,21
€ 15.000€ 4.050€ 10.950€ 2.519€ 8.43256,21
€ 25.000€ 6.750€ 18.250€ 4.328€ 13.92355,69
€ 50.000€ 13.500€ 36.500€ 12.485€ 24.01548,03
€ 75.000€ 20.250€ 54.750€ 21.175€ 33.57544,77
€ 100.000€ 27.000€ 73.000€ 35.490€ 37.51037,51
€ 250.000€ 67.500€ 182.500€ 108.885€ 73.61529,45

Prima colonna il reddito dell'attività.
Seconda quanto si paga di INPS.
Terza l'imponibile IRPEF (calcolato togliendo al reddito quanto già versato all'Inps).
Quarta Iperf da versare.
Quinta quanto resta pagati Inps e Irpef
Sesta il valore percentuale di quello che resta del reddito.

E' chiaro come il sole che questo sistema è profondamente ingiusto sia per chi guadagna poco sia per chi guadagna molto.
Se guadagni poco lo stato comunque ti frega la metà di quanto hai guadagnato, infatti se per esempio prendiamo un consulente che guadagna 15.000 euro l'anno (1.200 al mese lordi) ci accorgiamo che gli resta un netto di 700€ al mese, giusto appena per sopravvivere, se poi guadagni meno non ci campi proprio.
E' normale che poi chi si trova in queste situazioni debba decidere tra mangiare e pagare le tasse finendo per trascurare queste ultime con in risultato di ricevere poi cartelle esattoriali maggiorate del 30€ e oltre con il risultato che la sua capacità di sopravvivenza sia sempre più messa in crisi, se non ci campi prima possono chiederti tutte le sanzioni che vuoi ma non sarai mi in grado di saldare quel debito.
E' ingiusto anche per chi guadagna tanto, se portassi a casa 250.000 euro (20.000 al mese) mi darebbe molto fastidio accontentarmi solo di tenere il 30% (6.133 al mese) è vero che ci vivo bene lo stesso ma comincerei a chiedermi se sbattermi per portare tutti quei soldi a casa ne valga poi la pena.
In entrambi i casi alla fine questi contribuenti l'unica cosa che cercherebbero di fare è di ridurre l'ammontare delle tasse o aumentando i costi aziendali (ad esempio addebitando all'attività spese personali) oppure facendosi pagare una parte in nero.

C'e' poi un caso peggiore, quello di Artigiani e Commercianti, nel loro caso il trattamento Inps è fortemente ingiusto, ripropongo la tabella di prima per confronto:

Reddito €INPS (23%)Imponibile IrpefIrpef (23%-43%)Netto €%
€ 1.000€ 3.600€ 0€ 0-€ 2.600-260,00
€ 5.000€ 3.600€ 1.400€ 322€ 1.07821,56
€ 10.000€ 3.600€ 6.400€ 1.472€ 4.92849,28
€ 15.000€ 3.600€ 11.400€ 2.622€ 8.77858,52
€ 25.000€ 5.750€ 19.250€ 4.598€ 14.65358,61
€ 50.000€ 11.500€ 38.500€ 13.785€ 24.71549,43
€ 75.000€ 17.250€ 57.750€ 23.443€ 34.30845,74
€ 100.000€ 23.000€ 77.000€ 39.510€ 37.49037,49
€ 250.000€ 57.500€ 192.500€ 113.185€ 79.31531,73

In questo caso l'Inps per oscure ragioni chiede di pagare un minimo annuo basandosi su un reddito di 15.000€ per cui chi guadagna meno deve comunque versare 3600€ ed ecco che un Artigiano che guadagna 10.000€ resta con meno di un consulente che guadagna la stessa cifra.
Mentre chi guadagna tanto, grazie all'aliquota Inps più bassa prende qualcosina di più ma poco.
Inoltre questo sistema è un enorme ostacolo all'avvio di nuove attività, pensiamo ad un negozio da avviare, se tre amici volessero mettersi in società dovrebbero sborsare 10.800€ di Inps solo il primo anno, cosa difficile con un negozio da avviare che nei primi anni non produce molti utili.

Per far però capire quanto sia ingiusto il sistema Italiano ho provato a calcolare quanto si pagherebbe con il sistema inglese se applicassimo le stesse aliquote, ecco il risultato:

Reddito €NI (0%-12%)Imponibile IrpefIrpef (0%-42%)Netto €%
€ 1.000€ 0€ 1.000€ 0€ 1.000100,00
€ 5.000€ 0€ 5.000€ 0€ 5.000100,00
€ 10.000€ 233€ 10.000€ 233€ 9.53495,34
€ 15.000€ 833€ 15.000€ 1.713€ 12.45483,03
€ 25.000€ 2.033€ 25.000€ 4.913€ 18.05472,22
€ 50.000€ 5.185€ 50.000€ 18.828€ 25.98751,97
€ 75.000€ 5.738€ 75.000€ 29.381€ 39.88153,17
€ 100.000€ 6.238€ 100.000€ 39.881€ 53.88153,88
€ 250.000€ 9.238€ 250.000€ 117.595€ 123.16749,27

Al posto dell'Inps da loro si paga il National Insurance sia Irpef che IN si calcolano sul reddito per cui l'imponibile Irpef è uguale.
Vediamo che sotto i 10.000€ in pratica non si pagano tasse, questo consente a chi guadagna poco di vivere in modo dignitoso, mentre i più ricchi arrivano a pagare fino al 50% in tasse ma ciò è molto più accettabile e sopratutto questo comincia quando si superano i 50.000€ l'anno di guadagno, sotto questa soglia al contribuente resta in tasca la maggior parte del frutto del suo lavoro.

Conclusioni
Il sistema Italiano di tassazione è una merda, lo dico senza mezzi termini.
Chi guadagna poco deve comunque versare metà di quanto guadagna e spesso non lo fa perchè con quei soldi deve mangiare.
Artigiani e Commercianti sono penalizzati pure di più e ci sono enormi ostacoli all'avvio di nuove attività.
Anche chi guadagna tanto comunque deve versare quasi i due terzi allo stato, roba da pizzo mafioso.
Sopratutto una cosa, questa tassazione riduce la capacità di spesa di tutti grandi e piccoli, e se la gente non spende l'economia non gira, è risaputo.
Se l'economia non gira nessuno degli attori può sperare di aumentare i suoi introiti, se poi ci aggiungiamo che se non paghi le tasse, indipendentemente dal fatto che evadi o non hai i soldi, ti trovi delle maggiorazioni da paura è matematicamente impossibile uscire dal tunnel a meno di non andare a rubare.
Urge istituire come in inghilterra una no-tax area altrimenti dalla crisi non usciremo più.


lunedì 7 novembre 2016

Rottamazione cartelle equitalia - Punite le buone intenzioni

Pochi giorni fa il governo ha emanato le regole per la rottamazione delle cartelle, esonerando di fatto chi si avvarrà della rottamazione delle sanzioni.
Purtroppo però si è dimenticato di chi per evitare una cartella ha preferito magari pagare a rate un avviso bonario.
In breve come funziona il giro della cartella.

Avete presentato nel 2013 una dichiarazione ma non avete pagato, ad esempio, 8000 euro di tasse tra IVA e IRPEF (i contributi INPS non verranno conteggiati in quanto fanno un giro diverso).
Se nel 2015 vi arriva la cartella avrete tre voci da pagare:

Imposta evasa: 8000€
Sanzioni (30%): 2400€
Interessi di mora (circa): 800€
Aggio (3% se si paga entro 60 giorni): 240€

TOTALE: 11.440€

Se invece il contribuente avesse voluto pagare al ricevimento dell'avviso bonario per usufruire delle sanzioni ridotte avrebbe pagato, ammesso di voler pagare in 20 rate trimestrali:

Imposta evasa: 8000€
Sanzioni (10%): 800€
Interessi di mora (circa): 300€

TOTALE: 9.100€

A questi valori vanno aggiunti gli interessi maturati dalle rateazioni che però escludo per semplificare.
Ora è ovvio che il contribuente che paga al ricevimento dell'arviso bonario oltre a dimostrare l'intenzione di saldare il conto usufruisce anche di uno sconto, infatti risparmia 2340€ rispetto alla cartella esattoriale.
Cosa accade però adesso con la rottamazione, in pratica chi aveva pagato l'avviso paga uguale mentre chi aveva atteso la cartella adesso pagherà:

Imposta evasa: 8000€
Sanzioni (condonate): 0€
Interessi di mora (condonate): 0€
Aggio (3% se si paga entro 60 giorni): 240€

TOTALE: 8.240€

Quindi a chi rottama la cartella risparmia ben 3200€ ma sopratutto risparmia 860€ rispetto a chi invece ha cercato di pagare subito.
Una bella ingiustizia, a saperlo prima in molti casi era meglio attendere la più costosa cartella che armarsi di buono volontà e cercare di pagare appena possibile.
La morale della favola è che il contribuente onesto è sempre quello che ci rimette, a questo punto la voglia di non pagare più le tasse e passare al lavoro in nero è tanta perché diventa l'unico modo per sfuggire a questo sistema ingiusto.

Il problema vero non è Equitalia ma l'attuale sistema sanzionatorio che punisce tutti indiscriminatamente e un sistema di tassazione che non tutela adeguatamente chi guadagna poco.
I veri evasori i guadagni non li dichiarano affatto, se un contribuente dichiara delle cifre e poi non paga le tasse o si è dimenticato oppure non aveva i soldi per pagare e quindi aggiungergli altro debito tramite le sanzioni non fa altro che peggiorare la sua situazione.

lunedì 31 ottobre 2016

Riforma costituzionale 2016 "Fai da me", seconda stesura

Dopo la prima stesura della "Riforma costituzionale 2016" come io l'avrei scritta (trovate il post qui) alcuni recenti avvenimenti mi hanno fatto pensare che forse era il caso di rivederla aggiungendo alcuni articoli molto importanti.
Ecco la seconda stesura:


RIFORMA COSTITUZIONALE on. GILBERTINO

Art.1
Il numero di parlamentari della camera dei deputati passa da 630 a 315
 (meno gente c'e' più si raggiunge prima un d'accordo e meno ladri si mantengono)


Art.2
Il numero di senatori passa da 315 a 157
(idem come sopra) 

Art.3
I sentori a vita sono aboliti con effetto immediato
(Nessuno li ha eletti, nessuno li vuole e alla fine sono li a rubare lo stipendio dato che non rischiano mai di andare a casa)

Art. 4
Ogni cittadino non può essere eletto presso la camera o senato per oltre due legislature.
(questo mette fine ai politici sempre presenti in parlamento e favorisce il ricambio)


Art. 5
Ogni deputato o senatore ha diritto ad una quota della sua indennità in base alle ore effettive di presenza.
(si prende l'indennità mensile, la si divide per il numero di ore lavorative del mese e il politico ha diritto solo alle ore in cui era presente, basta assenteisti e basta gente che il venerdì fa mezza giornata.)


Art.6
Ogni gruppo parlamentare potrà presentare un numero massimo di 10 emendamenti per ogni articolo della legge in approvazione
(in questo modo non si può più fare ostruzionismo presentando 1500 emendamenti tutti simili ma occorre presentare solo quelli veramente importanti)

Art.7
Quando una legge si troverà al quarto passaggio in una qualsiasi delle camere non sarà possibile presentare emendamenti
(in questo modo alla quarta lettura o la si approva o la si respinge e il problema dei continui rimandi termina)

Art.8
Viene abolito il quorum sui referendum
(se uno non va a votare vuol dire che non gli interessa e non che questo sia necessariamente per il NO, quindi dovrebbe decidere solo chi è veramente interessato, chi non va a votare si adeguerà come fa con le normali elezioni) 

Art.9
Le leggi di iniziativa popolare vanno discussi entro sei mesi dalla convalida delle firme.
(Questo perché spesso il governo se ne frega e rimanda la discussione in eterno dato che secondo lui le leggi proposta dai cittadini non sono importanti)



In conclusione, se pensate che questa riforma scritta da me, che non sono nemmeno un giurista, sia meglio di quella proposta dalla coppia Matteo Renzi e Maria Elena Boschi al referendum votate NO perché le riforme fatte bene si possono fare basta volerlo.

mercoledì 5 ottobre 2016

Come risparmiare 100 euro l'anno a famiglia

Esiste un modo semplice per far risparmiare 100 euro all'anno alla tua famiglia.
E' un modo talmente semplice che ti chiederai come mai non ci avevi pensato prima.
Per iniziare a risparmiare anche tu 100 euro all'anno ti basta un viaggio in discarica e una raccomandata, e se sei bravo con internet non serve nemmeno quella.

Si tratta di qualcosa di semplice...

Butta via le tue TV ed evita di pagare il canone RAI!

Ogni anni milioni di famiglie italiane spendono 100 euro per pagare una tassa sulle proprie televisioni, questa tassa non serve ne al nostro sistema sanitario ne al tuo comune ma solo per pagare tutti i parassiti che lavorano nella Rai.
Tra un giornalista e un conduttore TV in Rai vi sono migliaia di fancazzisti assunti per pressioni politiche, perché devi essere tu che sudi il tuo stipendio a pagarli?
Perché spendere soldi per vedere trasmissioni indecenti come "L'isola dei famosi", perché dover sorbirsi quel festival da quattro soldi che è "Sanremo", perché pagare i plastici per le ossesioni morbose di Bruno Vespa?
Dai un taglio alla TV, smetti di guardarla, ci sono tante cose da fare più costruttive, potresti fare un puzzle, leggere un libro, giocare alla playstation, guardare un film (non serve la TV basta un monitor) o una serie, fare sesso con la tua compagna, scegli tu!

Quindi ecco cosa devi fare per risparmiare questi benedetti 100 euro:

1) Prendi tutti i tuoi televisori, puoi tenere solo i monitor puri senza ricevitore il resto va buttato, e recati alla più vicina discarica e buttale o se sono TV moderne vendile su Subito.it.

2) Stampa questo modulo, compilalo indicando che "in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv da parte di alcun componente della famiglia anagrafica" e spedisci il tutto con un plico raccomandato senza busta a AGENZIA DELLE ENTRATE, UFFICIO DI TORINO 1, S.A.T. - SPORTELLO ABBONAMENTI TV - CASELLA POSTALE 22 - 10121 TORINO
(in alternativa si può fare online dal sito dell'Agenzia delle entrate)

Libera la tua casa dalla TV e pensa cosa fare con quei 100 euro risparmiati, potrai portare fuori a cena la tua famiglia, fare un regalo a tua moglie, farti un giorno in Spa, quello che vuoi.
Non pensarci, agisci subito, è un risparmio garantito.