mercoledì 24 gennaio 2018

Revisione 8x1000 e provvedimenti religiosi

Ci sono provvedimenti che con la loro semplicità possono portare a grandi risparmi.
Uno di questi è la revisione del meccanismo dell'8x1000, ad oggi se una persona non firma alcuna casella per scegliere la destinazione di tale "donazione" questa viene ripartita tra tutti gli aventi diritto in quote proporzionali alle firme ricevute.
Questo è formalmente sbagliato, se sarò eletto cambierò questo meccanismo in modo che in assenza di firma la quota dell'8x1000 del cittadino resti allo stato (e quindi ai servizi per il cittadino stesso).
Tenuto conto che metà dei contribuenti non firmano, un tale provvedimento porterebbe a dimezzare l'importo di 8x1000 destinato alle religioni organizzate, si stima un risparmio di almeno 700 milioni di euro.

Una questione invece relativamente di principio è la questione dei simboli religiosi, uno stato che si dica laico non prende le parti di nessuno e non favorisce nessuno, anzi difende i diritti di qualunque cittadino qualsiasi sia il suo credo.
Per questo motivo sarà vietata l'esposizione come arredo di qualsiasi simbolo religioso di qualunque credo i tutti gli edifici ad uso pubblico come scuole, municipi, ospedali.
Nulla vieterà alla persone che frequentano questi edifici di portare addosso simboli religiosi.

4 commenti:

  1. Gilberto, due cose:
    - la parola "laico" significa "che non appartiene al clero". Ovvero "laico" non esiste senza la presenza contemporanea della Chiesa. Il concetto risale ad epoche in cui il concetto di uno Stato "ateo" o "agnostico" non esisteva. Esisteva si la separazione tra Cattedrale e Palazzo del Comune o della Signoria ma era una separazione dialettica, ovvero due parti di una unità, non parti ennesime di una molteplicità.
    - lo Stato italiano non è indifferente alle religioni, al contrario esistono degli accordi, di cui il famoso Concordato è il massimo esempio, che regolano le relazioni tra Stato ed eventuale organizzazione religiosa che fa da interlocutore. Il problema si pone quando la religione non possiede una organizzazione che può firmare un trattato con lo Stato a nome di tutti i "fedeli". Ovvero, la diversità di trattamento non dipende dallo Stato ma dal fatto che le religioni non sono tutte uguali tra di loro. Immaginati una religione dove chiunque può auto-nominarsi "pastore" o "vescovo" o che ne so. Infatti allo stato attuale, che io sappia, lo Stato ha accordi con la Chiesa cattolica e con il Rabbinato ebraico (es la circoncisione degli Ebrei credo sia effettuata gratuitamente negli ospedali).

    L'esposizione di simboli, cosi come l'insegnamento della religione o l'impiego di chierici in certi uffici pubblici, dipende dal Concordato.

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    1. Proporrò quindi di abolire il concordato

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    2. D'accordo ma cosi sposti solo il problema della relazione tra Stato e comunità religiose.

      Il Concordato nasce in epoca fascista quando Mussolini voleva garantirsi contro l'opposizione della Chiesa.

      Vedila al contrario, metti che dentro i templi della religione X si compiano attività immorali, illecite, illegali, propaganda politica contro le istituzioni, sedizione, terrorismo, che ne so.

      Come ti rapporti con questa religione e i suoi adepti? Ci sono due modi, il modo cinese, per cui li metti tutti in prigione e spari in testa ai capoccia. Il metodo "soft" per cui addivieni ad un accordo per cui crei una versione "ufficiale" della religione che si impegna a fare lo stesso che predicò Gesu a suo tempo, ovvero dare a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare (al tempo erano le tasse).

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    3. La "indifferenza" dello Stato rispetto alle religioni è impraticabile. Non tanto per via della voglia di ingerenza dello Stato ma perché le religioni sono fenomeni di massa.

      Se milioni di persone si mettono in testa di giocare a calcetto tutte le domeniche, lo Stato deve provvedere una normativa e una organizzazione che regoli il fenomeno. Quindi cosa fa? Fa in modo che si crei una "federazione calcettisti" con cui lo Stato si rapporta. Questo rapporto va in due direzioni, da una parte i "calcettisti" si aspettano che lo Stato li agevoli, dall'altra lo Stato si aspetta che questi giochino a calcetto nei tempi e modi previsti dalla normativa.

      E torniamo al problema: come si relaziona lo Stato con una religione acefala, ovvero che non ha una organizzazione con un vertice che rappresenta, parla per conto dei "fedeli"?

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