venerdì 1 giugno 2018

Mondiali 2018, saranno i migliori (perché ci hanno sbattuto fuori)

Siamo ormai a Giugno 2018 e tra poco iniziano i mondiali di calcio, ma quale è la grande novità di quest'edizione?
Semplice, l'Italia non si è qualificata e questa è una grande notizia che renderà questi mondiali memorabili.
  • Niente più rumorosi caroselli di auto nelle fasi finali del torneo.
  • Niente più locali con la TV pieni di gente che urla e che non lascia il posto anche quando ha finito di mangiare da un pezzo.
  • Niente più gente che salta il lavoro per seguire le partite.
  • Niente più urla sincronizzate che escono dalle finestre aperte in tarda serata.
Non mi è mai piaciuto il gioco del calcio ma questi sono gusti e non ci sarebbe nulla di male, ma quello che invece me lo fa odiare è l'assurdo tifo che contagia tutti quanti.
Posso capire per le urla serali e i caroselli, ci sta, stai festeggiando gente che guadagna in un anno più di quanto tu prenderai in tutta la tua vita e che la sera prima ti ha regalato 90 minuti di emozioni, ma questo voler vedere al partita a tutti i costi proprio no, non lo ammetto e ricordo ancora quando fecero i mondiali la mattina la gente che arrivata tardi o li guardava in ufficio.

Ricordo ancora i mondiali 2006, la sera della finale ero andato a letto presto perché dovevo alzarmi alle cinque il giorno successivo, sentii selle urla ma non capii fino al giorno successivo quando un mio collega mi disse:
"ma non sei contento che l'Italia ha vinto il mondiale?"
e io gli risposi:
"no, sempre lo stesso stipendio mi danno".

1 commento:

  1. Riguardo le cose che la gente fa in ufficio, si potrebbero scrivere dei libri. Voglio dire, c'è stato il celebre caso di due magistrati trovati a copulare sui tavoli del tribunale.

    Invece per il calcio, in origine era uno sport popolare, cioè (quasi) tutti giocavano a calcio da ragazzi. Questo li rendeva partecipi, cioè in qualche maniera li faceva identificare coi "campioni". Un po' come una volta tutti andavano in bicicletta e il ciclismo era popolare, ugualmente la gente si identificava coi ciclisti "campioni".

    L'Italia non si è qualificata perché sempre meno ragazzi giocano a calcio, quindi da una parte il "bacino" della "leva calcistica" si riduce, dall'altra si riduce anche l'identificazione, nel senso che, complici altri fenomeni deteriori, non fa più differenza se gioca Tizio del Paese Caio.

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