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venerdì 27 aprile 2018

Involuzione ING Direct

Scrivo questo post con un po di tristezza ma devo segnalare quello che a tutti gli effetti un'involuzione dell'assistenza clienti di ING Direct in Italia.

Premetto che nonostante quello che dirò il conto corrente arancio resta ad oggi uno dei conti a zero spese reali e senza sorprese, non pago nulla all'anno, se vado in rosso pago gli interessi solo sui giorni di effettivo sconfinamento senza commissioni di massimo scoperto e posso prelevare da qualsiasi bancomat in Italia.

Detto ciò è successo che per un errore un movimento di addebito si era duplicato, dato che movimento riportava stessa data e ora era palese fosse un errore, chiamo quindi il numero dell'assistenza clienti, oggi ad aprile 2018.
Come chiamo vengo messo in attesa perché "tutti gli operatori sono occupati", ci sta essendo meta mattina ci saranno parecchie chiamate, dopo circa un minuto finisce l'attesa e comincia una voce automatica "premi uno per questo, premi due per quest'altro, etc.".
Ma come sono stato in attesa per parlare con un risponditore automatico?
Che strano navigo nei menù e mi accorgo che non c'e' alcun modo per parlare con un operatore, giro un po tutte le voci ma nulla, posso fare svariate operazioni ma segnalare a qualcuno un problema proprio no, alla fine metto giù.
Eppure ricordo che anni fa avevo chiamato per un problema e un'operatrice molto preparata me lo aveva risolto immediatamente, che fine hanno fatto gli operatori? possibile che il servizio clienti sia diventato un mero sistema automatico, e se uno ha un problema?

Decido quindi di provare con un altro canale, ricordo che era possibile contattare l'assistenza da una chat sul sito di home Banking, vado sul sito e... e non trovo il pulsante "chat" da nessuna parte, non c'e' più lo hanno tolto, per sicurezza controllo alla voce "contattaci" ma riporta solo il numero dell'assistenza che avevo già chiamato.

Alla fine ho mandato una PEC, almeno la casella per le segnalazioni c'e'.

Finale della storia, il problema è rientrato il giorno dopo, il movimento doppio è sparito, e ben 4 giorni dopo mi arriva una pec di risposta con le scuse per il problema della duplicazione.
Ok, ok, rimangono sempre la migliore banca che conosco ma questa "involuzione" del servizio clienti mi da da pensare.
Perchè passare da assistenza multicanale (chat, telefono, email) a una mono-canale come la mail che è pure lenta come mezzo di comunicazione? sarà stato un taglio dei costi?
Bho.


venerdì 18 marzo 2016

Non andate in quella banca: Unicredit

Premessa
Con questa serie di post sulle banche voglio raccontare i motivi che mi hanno spinto ad abbandonare questi istituti, perché quando una banca si comporta male è giusto che diventi una EX-banca.
Vi lascio anche un mio video con dei consigli su come non farsi fregare dalle banche indipendentemente da che banca si tratta.

Situazione
Non sono mai stato un cliente Unicredit ma ho sempre pagato un loro mutuo che mia moglie aveva contratto e di recente me ne sono accollato la metà.
Ho quindi cercato di parlare con loro per rinegoziare il mutuo e questa è il racconto della loro "incapacità" a gestire un cliente.

Cosa è successo
Intanto inizio con il dire che quando mia moglie aprì il mutuo nel 2000 le rifilarono anche un loro inutile e costoso conto corrente necessario per le rate del mutuo, talmente necessario che dopo il mio intervento è stato chiuso e il mutuo lo paghiamo lo stesso da un conto zero spese.
Volevo rivedere le condizioni del mutuo e per farlo è necessario sentire un consulente, per parlare con un consulente mutui Unicredit serve un appuntamento, dal sito si può prenotarlo, compilo la form con i miei dati e attendo la mail di conferma.... non arriva nulla.
Riprovo e non arriva nulla.
Riprovo dopo due giorni e nulla, sta mail di conferma non arriva quindi non so se l'appuntamento richiesto è confermato o meno.

Visto che ho una filiale dietro casa vado a chiedere direttamente, quando arrivo la filiale è semi deserta non c'e' nessuno che ti dia indicazioni, in pratica entro e mi aggiro tra i cubicoli, non so dove andare in pratica.
Poi in fondo trovo un simpatico signore a cui spiego che dovevo parlare di mutui, mi dice che ci vuole un appuntamento al che gli spiego che ho provato più volte da sito ma non sembra funzionare.
Mi dice che la persona che si occupa dei mutui non c'e' quella settimana ma può fissare lui un appuntamento per la settimana successiva e così facciamo.
Intanto io mi chiedo come mai ci sia solo una persona con cui parlare di mutui, gli altri impiegati cosa ci stanno a fare?
All'appuntamento le cose non vanno meglio, la signorina che si occupa dei mutui ad ogni mia richiesta risponde con "questo non si può fare", "quello non si può fare", chissà perché in altre banche lo fanno.
Alla fine io volevo rinegoziare il mutuo o rifinanziarlo chiedendo dei soldi in più ma pare che non sia possibile per via di oscure normative che non ho capito se interne alla banca o norme di legge.
Quindi tutto sto giro solo per perdere tempo, vabbè torno a casa.

Dopo qualche giorno vengo ricontattato dalla stessa signorina in quanto avendo fatto l'accollo vogliono dei documenti, che palle devo cercare dei documenti per qualcosa che sarà inutile dato che a questo punto davanti al "non si può" penso che farò una sostituzione mutuo.
Mi procuro i documenti quindi richiamo, risponde qualcuno dicendo che la signorina non c'e' di riprovare la settimana dopo, ancora? ma non c'e' mai?
Riprovo dopo una settimana e ancora non c'e', riprovo dopo qualche giorno e non mi risponde nessuno.
Basta, visto che i documenti li hanno chiesti loro se li vogliono mi richiamano loro io altro tempo non ci perdo, fatto sta che sono passati sei mesi e nessuno si è fatto sentire.

In conclusione come è possibile che una filiale non abbia nessuno fisso per i mutui o che i dipendenti non siano intercambiabili?
Inoltre perché telefonare per chiedere dei documenti e poi sparire così?
A me questi fatti non sembrano ne segnali di serietà e nemmeno segni di affidabilità da parte di una banca.

Unicredit, felice di non essere un tuo cliente.

mercoledì 16 marzo 2016

Non andate in quella banca: Banca Intesa - parte 2

Premessa
Con questa serie di post sulle banche voglio raccontare i motivi che mi hanno spinto ad abbandonare questi istituti, perché quando una banca si comporta male è giusto che diventi una EX-banca.
Vi lascio anche un mio video con dei consigli su come non farsi fregare dalle banche indipendentemente da che banca si tratta.

Situazione
Questi fatti risalgono a prima che Banca Intesa diventasse Intesa San Paolo, io spero per loro che abbiano cambiato rotta, io per non rimanerci scottato di nuovo per il momento la evito.
Non ricordo l'anno preciso ma parliamo del 2005 circa, avevo da tempo un conto con questa banca di tipo zero spese, zero interessi, in realtà il conto prevedeva un certo numero di operazioni gratuite al mese dopo di che iniziavi a pagarle ma per la mia operatività andava più che bene.
Aggiungo che tale conto forniva solo servizi allo sportello o al telefono, l'Internet banking era appena nato.

Cosa è successo
Un giorno arriva una comunicazione unilaterale dalla banca che il conto verrà messo a pagamento e se non si è d'accordo si può chiuderlo senza spese.
Ora se una banca decide di farlo è una sua scelta, quello che mi lasciò stupefatto fu la tipologia di conto che doveva sostituire un conto che in pratica non costava nulla.
Quello che fu presentato era a mio dire il "conto anti democratico" in pratica un conto "meno hai e più spendi", io non so quale genio avesse partorito un'idea del genere ma col senno di poi spero non lavori più in banca.

In pratica il conto prevedeva delle fasce di costo annuale a seconda della giacenza media, si andava da 0-500€ di giacenza media a cui corrispondeva il costo maggiore che non ricordo di preciso ma era oltre i 100€ fino a chi aveva più di 15.000€ (si quindicimila) il quale non pagava nulla.
Ma siamo pazzi?
Primo se uno ha pochi soldi e quindi una giacenza media bassa penso che pretendere che ne paghi 100 all'anno sia da veri ladri, già non ne ha e in più gli fai pagare il massimo?
Secondo se uno può permettersi di tenere 15.000 euro sul conto corrente per le spesucce non penso che pagare anche 200€ di spese di gestione annue gli cambi la vita.
Io non so a cosa pensasse l'ideatore di questa stupidaggine ma se lo scopo era quello di far scappare i clienti ci riuscirono benissimo, ricordo la fila di gente a chiudere i conti.
E ricordo pure che un paio di mesi dopo circa Banca Intesa mandò in onda degli spot il cui slogan era "vogliamo meritare di essere la tua banca", forse avevano capito di aver perso la fiducia dei clienti con la loro mossa geniale?
Aggiungo poi che se volevi l'Internet Banking potevi averlo ma pagandolo a parte perché "è un servizio" ah, e io che pensavo servisse a liberare gli sportelli, chissà come mai altre banche lo davano gratis.

Per finire, chiusi immediatamente il conto di Banca Intesa e passai a Bancoposta che all'epoca costava 39€ all'anno internet compreso e del quale sono ancora oggi cliente.
Posso capire che per offrire un conto tutto gratis devi essere una banca molto in gamba ma non puoi pensare di aumentare i costi a scapito di chi ha meno soldi e pretendere che questi restino tuoi clienti.

Banca Intesa, felice di essere un tuo EX-cliente.

Vedi anche la parte 1 di questa esperienza

lunedì 14 marzo 2016

Non andate in quella banca: Banca Intesa - parte 1

Premessa
Con questa serie di post sulle banche voglio raccontare i motivi che mi hanno spinto ad abbandonare questi istituti, perché quando una banca si comporta male è giusto che diventi una EX-banca.
Vi lascio anche un mio video con dei consigli su come non farsi fregare dalle banche indipendentemente da che banca si tratta.

Situazione
Questi fatti risalgono a prima che Banca Intesa diventasse Intesa San Paolo, io spero per loro che abbiano cambiato rotta, io per non rimanerci scottato di nuovo per il momento la evito.
Era la metà degli anni 2000 e all'epoca abitavo ancora da solo così, avendo spese ridotte potevo risparmiare dei soldi, ma lasciarli sul conto non li faceva rendere così avevo deciso di investirli, tra libretti di risparmio e conti deposito decisi di investirne una piccola parte in fondi azionari/obbligazionari e qui inizia la storia

Cosa è successo
Avevo deciso di fare un piano di accumulo investendo un piccola cifra mensile in un fondo comune di investimento, presi tutto il materiale che trovai e mi studiai i veri fondi che Banca Intesa, all'epoca la mia banca, offriva.
I fondi obbligazionari erano più sicuri ma rendevano poco mentre quelli azionari rendevano di più ma comportavano rischi maggiori, decidi di acquistare le quote di un fondo 50/50 cioè metà azionario e metà obbligazionario, mi sembra si chiamasse Libbra, fissai quindi un appuntamento in filiale.

All'epoca credevo, ingenuamente, che il consulente della banca pensasse ai miei interessi, se rendi felice un cliente lui sarà più propenso ad usufruire dei servizi della banca pensavo, invece non sapevo che era l'esatto contrario.
Quando arrivo e spiego cosa voglio fare il consulente comincia a farmi tutto un discorso sul fatto che la borsa si era stabilizzata, le incertezze fossero finite e dato che io non investivo un capitale ma acquistavo ogni mese una quota del fondo potevo permettermi di rischiare anche con un fondo azionario.
Fatto sta che, pensando di essere ben consigliato, accetto e sottoscrivo un piano di risparmio su un fondo quasi tutto azionario.
E qui praticamente mi hanno fregato, quel fondo è quasi sempre andato male, anche se nel tempo un po ha recuperato dopo qualche anno mi sono trovato un capitale inferiore del 10%.
Ho quindi capito che i fondi comuni di investimento sono solo una fregatura, tutti indistintamente, hanno costi di gestione troppo alti che paghi sia se il fondo perda sia che guadagni, quindi se il fondo perde o non rende ti mangiano il capitale se invece per fortuna rende ti mangiano quello che guadagni.
Quindi dopo qualche anno decisi di smobilitare i soldi accumulati per investirli meglio mi recai in filiale e quando spiegai cosa volevo fare un altro consulente cominciò di nuovo a spiegarmi che la borsa si era stabilizzata, etc etc cioè le stesse frottole che la prima volta mi avevano convinto ad aumentare il livello di rischio, quindi la prima volta il consulente non mi aveva solo mal consigliato ma lo aveva fatto di proposito raccontandomi di una stabilità del marcato azionario che in realtà non c'era per convincermi che il rischio fosse inferiore alla realtà.
Quando capii il gioco del consulente che cercava di farmi tenere i loro pessimi prodotti finanziari restituii anche la carta di credito e decisi che Banca Intesa sarebbe diventata la mia EX-Banca, perché raccontare tutte quelle fesserie sulla borsa per vedere prodotti di scarso rendimento è al limite della truffa.

Per finire la chiusura del conto la  racconto nella parte 2 di questo articolo perché in quel caso fu proprio Intesa che con una manovra che io chiamo "conto anti democratico" decise che probabilmente non voleva più i suoi clienti.

Banca Intesa, felice di essere un tuo EX-cliente.

Vedi la seconda parte di questa esperienza

venerdì 11 marzo 2016

Non andate in quella banca: Monte dei Paschi

Premessa
Con questa serie di post sulle banche voglio raccontare i motivi che mi hanno spinto ad abbandonare questi istituti, perché quando una banca si comporta male è giusto che diventi una EX-banca.
Vi lascio anche un mio video con dei consigli su come non farsi fregare dalle banche indipendentemente da che banca si tratta.

Situazione
Fino a un paio di anni fa avevo un conto "azienda" aperto presso il Monte dei Paschi di Siena.
Era un conto aperto almeno dal 2004.

Cosa è successo
Comincio con il dire che il conto costava troppo, si parla di almeno 20 euro al mese che mi pare troppo per un conto di una società con una decina di clienti, il costo non era nemmeno compensato da particolari vantaggi visto che comunque i bonifici andavano pagati e non c'era nemmeno il bancomat.

Il sistema di home banking poi era stato partorito da un vero burocrate, con uso di termini bancari sconosciuti ai comuni mortali, il bonifico lo chiamavano flusso e per farne uno servivano 3-4 passaggi, inoltre la password andava cambiata almeno una volta al mese.

Oltre a questo ogni tanto ti chiedevano di passare in filiale con delle scuse dove poi approfittavano del momento per proporre dei loro prodotti di investimento che ovviamente ci siamo ben guardati dal sottoscrivere, si sa che le banche non fanno mai i tuoi interessi ma solo i loro quindi se ti propongono qualcosa di non richiesto è quasi sicuramente una fregatura.

Ci è anche capitato più volte che rifiutassero di cambiare assegni dicendo che serviva la firma congiunta dei titolari del conto (che erano due) quando il conto è sempre stato con firma disgiunta.

Ciliegina sulla torta, che ti fa capire quanto fossero persone poco serie, quando abbiamo chiuso il conto si sono presi ben due mesi per chiuderlo in modo da fregarsi una commissione mensile in più, nonostante avessimo sollecitato la chiusura, chiudere un conto non richiede così tanto tempo,

Oggi poi arriva in posta questa specie di cartolina



Rinnovo documenti? Ma vogliamo scherzare? Non siamo più loro clienti da oltre un anno cosa gli viene in mente di mandare una comunicazione del genere?
Non ci andremo di certo, non abbiamo tempo da perdere, anzi sapete cosa penso? che questa sia la solita mossa di marketing, che il rinnovo documenti sia una scusa per farti andare in filiale e poi propinarti qualche loro prodotto, altrimenti l'unica spiegazione che mi viene in mente che il loro software che manda le comunicazioni sulla scadenza dei documenti non controlli se una persona è ancora o cliente o meno e quindi mi chiedo con che professionalità è stato fatto?

Per finire oggi abbiamo il conto azienda presso Banca Sella dove spendiamo circa un terzo di quello che pagavamo al Monte dei Paschi, un home banking decente che non ti chiede di cambiare password ogni tre per due e nessuno che ti chiama per proporti cose che non desideri.

Monte dei Paschi di Siena, felici di essere tuoi EX-clienti.