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mercoledì 20 maggio 2026

NASGUL: un home server nel KALLAX

L'idea di base

NASGUL è il mio home server: una macchina che vive dentro un cubo IKEA, accesa per lunghi periodi continuativi. La premessa è semplice ma fa da bussola per ogni scelta: sopra doveva girare OpenMediaVault come host, una VM Ubuntu per il laboratorio elettronico, e potenzialmente altre VM in futuro (servizi, prove, ambienti isolati). Da qui discendono i requisiti hardware: capacità di virtualizzazione (VT-x/VT-d), RAM abbondante, storage robusto, e una CPU con abbastanza muscoli per non strozzare tutto.


Inoltre ci ho messo l'accoppiata server qBittorrent + server Plex per vedere i film dalla smart TV

A questo si sommano tre vincoli trasversali che spesso si contraddicono: stabilità, efficienza (consumo basso) e flessibilità per sperimentare senza compromettere il servizio principale. E un quarto vincolo, implicito ma forte: costo contenuto. Quasi tutto qui dentro è recuperato o comprato al risparmio.

La forma: DRÖNJÖNS + KALLAX

Il case è il DRÖNJÖNS di IKEA (12€), il cestino a maglia metallica pensato per andare dentro ai cubi dei mobili KALLAX. È nato per organizzare giocattoli o biancheria, ma come case di un homelab ha un sacco di senso: la rete fitta lascia passare l'aria su tutti i lati, ventilazione passiva quasi gratuita, e visivamente la macchina sparisce dentro al mobile.


Tutta la struttura interna è costruita per "appendersi" alle pareti di rete: il cestello per gli HDD è fissato in alto, l'alimentatore Mean Well è cinturato a un lato.

La motherboard sta sul fondo, e qui c'è un dettaglio importante: l'ho montata su un pannello di plexiglass che fa da base. Al plexiglass sono avvitati i classici supporti distanziatori (standoff), e la scheda si fissa sopra. Questa soluzione risolve due problemi in colpo solo: il lato saldature della motherboard non tocca mai la rete metallica (cortocircuito evitato), e tra plexiglass e fondo della scheda passa aria, quindi anche la zona sotto la scheda madre viene ventilata.

Va detto comunque che non è una macchina proprio silenziosa. La ventola del cestello dei dischi si sente, e la rete del DRÖNJÖNS non isola nulla acusticamente. Sta in un punto della casa dove non dà fastidio, probabilmente si potrebbe pensare ad un upgrade per renderlo fanless.


L'hardware

Il cuore è una Asus P8H77-V LE con chipset H77, recuperata. Una scheda madre di qualche generazione fa, ma ha tutto il necessario: 6 SATA, audio integrato, GPU integrata (quindi nessuna scheda video discreta da alimentare e raffreddare), USB sufficienti e supporto Intel VT-d per il passthrough.

La CPU originale era un Intel Core i3-3220 (3.3 GHz, 2 core / 4 thread, TDP 55W). L'ho sostituita con un i5-3470T (2.9 GHz, quad-core, TDP 35W) pagato 10€ usato. Il suffisso "T" è la chiave: è la variante low-power della famiglia Ivy Bridge. Risultato: più core e più performance reali (utili a far girare le VM senza arrancare) e contemporaneamente meno consumo. Uno dei rari upgrade che migliora tutto.




Sulla RAM stessa logica: dai 4GB originali sono passato a 16GB DDR3 (2x8) per 30€, di nuovo usata. Il salto è motivato soprattutto dalla virtualizzazione: con 4GB tra OMV, container e Ubuntu virtualizzato si andava subito in swap.

Lo storage è organizzato su due livelli:

  • 4 HDD da 1TB l'uno in RAID 10 per i dati, comprati in blocco a 50€ totali, in RAID 10 anche se uno saluta gli altri reggono;
  • un SSD da 256GB separato per OS e applicazioni, così l'array dati può davvero andare in idle mentre gli accessi continui (log, sistema, container) finiscono sull'SSD.

Il pannello frontale

Piccolo dettaglio ma significativo: ho comprato per pochi euro un pulsante di accensione con spia gialla e uno di reset con spia blu. Ho dirottato la spia blu sull'HDD LED della motherboard: pulsante di reset funzionante quando serve, ma con un LED che pulsa con l'attività dei dischi. Doppio uso, niente sprecato.

L'alimentazione: la parte interessante

Qui è dove ho fatto i salti più significativi. La configurazione è in due stadi:

220V AC → Mean Well LRS-150-12 (alimentatore industriale, 12V/150W, 20€) → Pico ATX 160W (board fanless, 7€) → tutte le rail ATX al sistema.

La divisione dei compiti è il punto chiave per capire perché funziona bene:

  • Il Mean Well fa una sola cosa: prende i 220V AC dalla rete e li converte in una singola tensione 12V DC stabile e pulita. Niente altro. In questo modo è molto efficiente e ha in più la caratteristica che senza carico (server spento) non cosuma nulla, inoltre è fanless.
  • Il Pico ATX è una board piccolissima che si infila direttamente sul connettore ATX 24-pin della motherboard. Riceve in ingresso i 12V dal Mean Well e con conversione DC-DC genera tutte le altre tensioni richieste dallo standard ATX (3.3V, 5V, 5VSB, ±12V). È completamente fanless.

Il risultato è un alimentatore composito: la sezione AC/DC fuori, la sezione DC/DC sul connettore ATX. Tra i due passa solo un cavo a 12V.

Per l'ingresso 220V ho recuperato il connettore IEC da un vecchio alimentatore ATX guasto e l'ho cablato al Mean Well. Dettaglio non opzionale: i cavi 220V vanno isolati con guaina termorestringente su ogni giunzione, non con nastro isolante e via. È tensione di rete, non si scherza.

Perché questa configurazione? La motivazione primaria è la passività: niente ventola sull'alimentatore quindi una sorgente di rumore in meno e un punto di guasto in meno. Bonus collaterale: il cablaggio è enormemente più pulito, non ci sono fasci di cavi inutilizzati da nascondere.

E poi i numeri: con il vecchio alimentatore ATX standard la macchina assorbiva 58W, con la combinazione Mean Well + Pico ATX siamo scesi a 49W. Una riduzione di circa il 15% che a regime, per macchine accese tanto, si fa sentire.

Il VM "lab": isolamento per sperimentare

Tutto il lavoro sperimentale (elettronica, Arduino, prove varie) avviene dentro una VM KVM chiamata lab con Ubuntu. L'host OMV resta pulito: niente toolchain, niente IDE, niente USB strani montati al volo sull'host. Il passthrough USB porta l'Arduino Mega 2560 R3 dentro la VM, e da lì programmo e debuggo senza toccare lo strato server.


Il costo

Riepilogo della spesa. Le voci con asterisco (*) sono stime per i componenti minori di cui non ricordo il prezzo esatto:

ComponenteCosto
Cestino DRÖNJÖNS12€
CPU Intel i5-3470T (usata)10€
RAM 16GB DDR3 2x8 (usata)30€
4× HDD per RAID 1050€
Mean Well LRS-150-1220€
Pico ATX 160W7€
Motherboard Asus P8H77-V LE (recuperata) *~25€
SSD per OS *~15€
Ventola cestello dischi *~10€
Pulsanti power + reset con LED *~5€
Pannello plexiglass + standoff + viti *~5€
Connettore IEC + cavi 220V + termorestringente *~3€
Totale stimato~192€

Considerando che la motherboard era già in casa e che diversi pezzi sono recuperati, il fuori-tasca reale è anche più basso. In pratica alla fine ho ottenuto un NAS da 2TB con quattro dischi in RAID 10, la possibilità di usare VM e un server di streaming Home tutto racchiuso dentro un mobile Ikea.

Link acquisto
Mean Well LRS-150-12
SSD Kingstone A400 256GB
Pico ATX 160W
Pico ATX 300W
Pulsanti per case


giovedì 27 luglio 2023

Rasoio elettrico Panasonic che non taglia più bene, la soluzione

Quando il tuo fidato rasoio elettrico, nel mio caso un Panasonic, non riesce più a tagliare efficacemente, potrebbe essere facile cadere nel panico e considerare l'acquisto di un nuovo dispositivo. Ma prima di affrettarti a fare un investimento così costoso e poco ecologico, c'è una soluzione molto più economica e semplice che dovresti considerare: le lame di ricambio.


Il problema del taglio inefficace

La maggior parte delle persone non sa che le lame di un rasoio elettrico si consumano con l'uso. Soprattutto se utilizzi il tuo rasoio su base quotidiana, con il passare del tempo, le lame possono diventare meno affilate e causare un taglio non uniforme. Inoltre, piccoli detriti e peli possono accumularsi nel rasoio, impedendo il corretto funzionamento delle lame.

La soluzione: Lame di Ricambio

Fortunatamente sul mercato sono presenti lame di ricambio per quasi tutte le marche di rasoio. Queste lame sono progettate per sostituire quelle vecchie o danneggiate, rinnovando così l'efficienza del tuo rasoio. Non solo risparmierai denaro rispetto all'acquisto di un nuovo dispositivo, ma contribuirai anche a ridurre l'impatto ambientale causato dall'eccessivo consumo di elettronica.

Come Sostituire le Lame

Per prima cosa bisogna capire il corretto modello con cui abbiamo a che fare, nel mio caso si tratta del Panasonic ES-RF31 , questo è molto importante in quanto ci servirà per trovare le lame di ricambio.


Il secondo passo è trovare il ricambio, io ho cercato su Amazon e ho trovato queste lame di ricambio perfette per il mio modello ma anche per tanti altri Link Amazon
Il prezzo è di 14,99€ , tenendo presente che il costo del rasoio si aggira sui 100€ e che ce l'ho da svariati anni non è poi tanto se pensiamo che con questa piccola manutenzione potrà durare altrettanti anni.


La confezione è tipo questa, per effettuare il cambio è facile:

  1. Apri il coperchio del rasoio per accedere alle lame. 
  2. Rimuovi le vecchie lame, per farlo basta tirare gentilmente da un lato, sono fissate con degli incastri a molla
  3. Pulire con un pennello morbido tutta la parte interna e la sede delle lame
  4. Per installare le nuove lame basta spingerle dentro fino a che non scattano
  5. Chiudi il coperchio


Dopo la sostituzione ho fatto una prova e devo dire che adesso rade meglio e con meno passaggi.

In conclusione, prima di scartare il tuo vecchio rasoio elettrico, considera l'opzione di sostituire le lame. Potrebbe essere la soluzione semplice ed economica che stavi cercando per garantire rasature più efficaci e uniformi.

martedì 25 agosto 2020

Manuale di officina Toyota Yaris 1° Serie

Anni fa (almeno 10) possedevo una Yaris 1° serie D4D, grande auto, l'avevo presa a 45.000Km e rottamata a 190.000Km dopo aver rotto la guarnizione di testa, e gli ultimi 10.000Km li avevo percorsi con la testa rotta, l'auto andava lo stesso bastava qualche accorgimento come portarsi sempre appresso una tanica di liquido refrigerante.
Comunque volevo ripararla ma quel genere di riparazione sembrava un terno al lotto, sentite tre officine mi dissero tre cose diverse, da chi affermava che non si potesse fare la rettifica e quindi avrei dovuto cambiare tutta la testa a chi diceva che era fattibile ma non sapeva farmi un preventivo, alla fine la rottamai.
Di lei mi resta questo manuale di officina in PDF che avevo recuperato e che devo dire facilita gli interventi, in ottica di riparazione e riutilizzo questi manuali dovrebbero essere distribuiti gratuitamente in quanto sono dei meri file e farne una copia non costa nulla.
Spero vi siano utili, il file non è unico ma diviso in capitoli

00 Prospetto
01 Introduzione
02 Preparazione
03 Specifiche di servizio
04 Diagnostica
05 Frizione
06 Cambio manuale
07 Assi e sospensioni
08 Freni
09 Sterzo
10 Impianto elettrico
11 Aria condizionata
12 Indice alfabetico

Altre risorse su Toyota Yaris qui e qui



lunedì 6 luglio 2020

Modificare vecchia cassa Pioneer S-X21 aggiungendo filtro crossover

Oggi vi mostro come trasformare una vecchia Cassa Pioneer modello S-X21 da così


a così


Per effettuare la trasformazione mi sono procurato su Ebay un filtro crossover usato completo di morsettiera, i fili verdi sono i bassi mentre quelli gialli sono gli alti.
Spesa totale 15€



Con l'aiuto di un cacciavite togliamo le 4 viti del woofer e stacchiamo i morsetti


Rimosso il woofer estraiamo il materiale fonoassorbente all'interno


Quindi rimuoviamo anche il tweeter


Con l'aiuto di una tronchesina o di un paio di pinze tagliamo i cavi del vecchio impianto dentro la cassa


Giriamo la cassa e sfiliamo il cavo, quindi sempre con delle pinze estraiamo il tappo di gomma



Con una sega a tazza creiamo un buco dello stesso diametro del filtro crossover cercando di comprendere il vecchio buco dentro quello più grande


Infiliamo il filtro e fissiamolo con 4 viti



Quindi procediamo a ricollegare il tweeter, nel mio caso i cavi degli alti avevano i contatti piccoli mentre il mio tweeter li aveva grandi, ho provveduto a sostituirli con altri di dimensione adeguata.


Nota: verificate quale sia il positivo di entrambi gli altoparlanti e collegate i fili in modo che siano collegati nello stesso verso, non importa se il positivo sia il rosso o il nero l'importante che li colleghiate nello stesso modo, nel mio caso il positivo era sempre il contatto di destra e vi ho collegato i cavi bianchi mentre quelli con il colore li ho collegati al negativo.

Avvistiamo il tweeter con le sue viti


Quindi rimettiamo il materiale fonoassorbenete di riempimento, dato che in basso adesso abbiamo il filtro lo inserisco nella parte alta della cassa.


Quindi il woofer e abbiamo finito


Dalle prove effettuate con queste casse prima e dopo posso dire che c'e' un perdita in volume dovuta al filtro più complesso e con più componenti ma un guadagno per quanto riguarda la qualità dell'ascolto.


Se non trovate un filtro crossover usato potete anche acquistare le parti su amazon

Filtro: https://amzn.to/38wmxO0 oppure https://amzn.to/38wmxO0
Morsettiera: https://amzn.to/2YYSuv8
Coppia morsettiere: https://amzn.to/2VOdVgm

Qui potete vedere la versione video di questo tutorial
https://www.youtube.com/watch?v=PBV_CY9eUJc



domenica 5 gennaio 2020

Adattatori da tipo L (presa italiana) a Schuko diversi dal solito

Sempre più elettrodomestici utilizzano spine di tipo Schuko


Ora, questo tipo di spine è sicuramente più robusto e più sicuro del tipo L che usiamo in italia


Ma il problema è che in casa noi abbiamo le prese L e non le Schuko


Quindi per poterci collegare le Schuko servono degli adattatori come questo

Dato il numero crescente di elettrodomestici la quantità di adattatori sembra non bastare mai, alla fine sei costretto a spostarli di continuo da una presa all'altra.
Nei supermercati o nei fai date vengono però vendute in confezioni singole al prezzo medio di 2,50€
Ora se ne volessi comprare una decina o anche solo 3/4 mi ritroverei a spendere cifre dai 25€ ai 10€
Inoltre pare che gli unici colori siano il bianco o il nero.

Così ho cercato un pò in giro e ho trovato un paio di offerte interessanti e molto più colorate


Questi simpatici adattatori colorati li potete trovare
a questo link in pacco da 5 pezzi al prezzo di 1,40€ l'uno
oppure a questo link in pacco da 10 pezzi al prezzo di 0,99€ l'uno
Spero vi siano utili








martedì 24 settembre 2019

Come cambiare MEGLIO l'olio motore Yamaha Xmax 250

Ciao, se cercate l'articolo su come cambiare l'olio dello scooter Yamaha Xmax 250 dovete andare su questo mio vecchio post
Se invece volete sapere come effettuare il cambio in modo più rapido e meno faticoso allora leggete qui di seguito.

Come spiegato nel mio post su "come effettuare il cambio dell'olio del Yamaha Xmax 250" per svitare il tappo dell'olio sotto al motore è necessaria una chiave a tubo o a bussola da 19 mm.
Spesso non si dispone di una chiave del genere in quanto è una misura grande e poco utilizzata (le mie chiavi per uso casalingo arrivano al 17mm).
Bisogna quindi o acquistarne una oppure inventarsi una soluzione.
Fino ad oggi l'unica chiave da 19 si cui disponevo era questa qua


Una vecchia chiave a bussola del 19 senza la parte di manico che arriva da chissà dove, per utilizzarla dovevo adoperare una pinza a pappagallo.
Questo rendeva l'operazione poco agevole dovendo reggere i due attrezzi e inoltre la leva corta fornita dal corpo del pappagallo, oltre al fatto che dovevo tirare e stringere contemporaneamente, mi costringeva a faticare parecchio.
Per evitare questi inutili sforzi mi sono dotato adesso di un attrezzo molto utile, eccolo qua:


Viene venduta come chiave per svitare i dadi delle ruote delle auto, la cosa interessante è che è dotata di ben 4 misure di bussole, da 17mm, 19mm, 21mm e 23mm
Nella foto ne vedete due ma sono a doppia faccia, da un lato c'e' il 17mm dall'altro il 19mm, stessa cosa con la seconda, per cambiare misura basta girarle.
Stavo cercando una chiave per le ruote della macchina per sostituire quella in dotazione in quanto avendo un braccio corto è dura da usare, quando ho vista che in questa versione c'era la chiave da 19mm ho pensato potesse essere utile anche per svitare il tappo olio dello scooter e così è stato


Non si riesce ad estendere troppo data la posizione bassa del tappo ma se guardate la foto precedente anche completamente chiusa la chiave è più lunga del pappagallo che usavo prima.
Chiave più lunga vuol dire leva più lunga che significa meno sforzo per me.
Dato che il tappo dell'olio con la dilatazione dovuta dall'alternarsi di motore caldo e motore freddo tende a bloccarsi è sempre un po duro, con questa chiave ho fatto in un attimo e con poco sforzo.


La misura è perfetta, inoltre lo potete utilizzare anche per il suo uso originario, con una leva così lunga svitare i dadi delle ruote della macchina diventa meno faticoso e non serve più saltarci sopra
 

Se vi interessa la chiave telescopica costa meno di venti euro e la trovate a questo link.
Ve la consiglio, vi faciliterà la vita con i dadi più duri.

giovedì 15 marzo 2018

Yamaha X-MAX 250, costi di manutenzione e qualche risparmio se fai da te

Capire quanto costa un mezzo è importante, e non parlo solo del prezzo di acquisto ma di quanto costano quei costi, spesso sottovalutati, che stanno sotto la voce di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Quella ordinaria sono i cosiddetti "tagliandi", interventi programmati da costruttore che vanno effettuati per mantenere al meglio il mezzo, quelli straordinari invece sono quelli che occorre effettuare in caso di guasti o incidenti e non sono previsti, anzi a volte sono proprio delle vere seccature.
Per tenere traccia di questi costi, per ogni veicolo da me posseduto, tengo una lista completa degli interventi di manutenzione riportando spesa, anno e chilometraggio.
Dato che spesso, a leggere i forum, sembra che questi costi siano "misteriosi" voglio condividere con tutti quanto ho speso per il mio Yamaha X-MAX 250 acquistato nel 2008.

Anno: 2008 - Km: 1000 - Spesa: € 84,37
Intervento: Primo tagliando
Effettuato presso Valli Moto dove ho acquistato lo scooter, compreso nel prezzo uno scooter sostitutivo.

Anno: 2009 - Km: 4064 - Spesa: € 90,00
Intervento: Tagliando annuale
Effettuato presso Desnoe Moto, nella sede di Torino che pare ora non esista più, non sono stati molto trasparenti sui lavori, a parte il cambio olio motore e forse i filtri non so cosa abbiano fatto.
Il fatto che tagliando va fatto ogni anno e non a chilometraggio mi ha fatto sentire, per certi versi, preso in giro da Yamaha.

Anno: 2010 - Km: 7000 - Spesa: € 35,00
Intervento: Cambio olio
Effettuato presso GP moto, ho deciso di cambiare concessionario visto che l'altro non mi ispirava fiducia.

Anno: 2011 - Km: 10800 - Spesa: € 225,00
Intervento: Tagliando annuale
Effettuato presso GP moto, cambiati olio motore, olio trasmissione, filtri aria, pastiglie posteriori e candela

Anno: 2012 - Km: 11000 - Spesa: € 140,00
Intervento: Revisione e pastiglie anteriori 
Effettuato presso GP moto, revisione e cambio della pastiglie anteriori, ci tengo a sottolineare che la sola revisione costa 65 euro se effettuata da un centro revisioni.

Anno: 2012 - Km: 13000 - Spesa: € 15,00
Intervento: Cambio olio
Operazione fai da te, mi ero stufato di spendere soldi dai concessionari per un'operazione di 10/15 minuti che potevo effettuare anche io. Il costo si riferisce a due litri di olio motore che ho dovuto acquistare dato che lo scooter ne vuole 1,2 , avanzano 0,8 litri che userò al prossimo cambio olio.
Per sapere come fare da te il cambio ecco il mio tutorial.

Anno: 2013 - Km: 16000 - Spesa: € 8,00
Intervento: Cambio olio
Come il cambio precedente ma qui ho comprato un solo litro di olio avendone 0,8 litri avanzati dal cambio precedente.

Anno: 2013 - Km: 17000 - Spesa: € 40,00
Intervento: Pastiglie anteriori
Effettuato presso Pinto Gomme, che pur essendo un concessionario auto cambia gomme e pastiglie degli scooter.

Anno: 2014 - Km: 19300 - Spesa: € 17,00
Intervento: Filtri aria
Intervento fai da te, filtri acquistati su Ebay, per istallare i filtri ho pubblicato i miei tutorial per il filtro aria motore e il filtro aria trasmissione.

Anno: 2014 - Km: 19300 - Spesa: € 15,00
Intervento: Cambio olio
Altro intervento fai da te sempre seguendo il mio tutorial.

Anno: 2014 - Km: 19300 - Spesa: € 4,00
Intervento: Candela
Acquistata direttamente in negozio presso VL ricambi, visto il costo basso farsela spedire costava troppo, per la sostituzione ho pubblicato il solito tutorial.

Anno: 2015 - Km: 22000 - Spesa: € 8,00
Intervento: Cambio olio
Come gli interventi precedenti sempre seguendo il mio tutorial.

Anno: 2015 - Km: 23000 - Spesa: € 30,00
Intervento: Scudo alto e frecce
A causa di una caduta sul ghiaccio ho danneggiato la parte alta dello scudo, quella tra le frecce,  e una leva del freno.
Il pezzo originale costava quasi 100 euro così ne ho acquistato uno, comprensivo di frecce, su ebay, purtroppo non ho segnato il costo della leva del freno ma dovrebbe essere 7/8 euro.
Per la sostituzione ecco il tutorial.

Anno: 2015 - Km: 23000 - Spesa: € 20,00
Intervento: Pastiglie posteriori
Qui sono voluto intervenire io, dimezzando in pratica il costo, la pastiglie le ho acquistate da  VL ricambi mentre per il montaggio ho usato il mio tutorial sul freno posteriore.

Anno: 2015 - Km: 23000 - Spesa: € 430,00
Intervento: Cinghia, rulli, pompa acqua, revisione
A 23.000 Km mi si è rotta la pompa dell'acqua e dato che a 20.000 era prevista la sostituzione della cinghia ho approfittato per effettuare tutti i lavori assieme, compresa la revisione.
Lavori effettuati presso Power Tech.

Anno: 2016 - Km: 24000 - Spesa: € 170,00
Intervento: Pneumatici anteriore e posteriore
Effettuato presso Pinto Gomme, ormai il mio gommista di fiducia.

Anno: 2017 - Km: 29000 - Spesa: € 5,50
Intervento: Cambio olio
Come gli interventi precedenti sempre seguendo il mio tutorial.

Anno: 2017 - Km: 29000 - Spesa: € 20,45
Intervento: Specchietto SX
Dopo 9 anni è marcito alla base e si è piegato mentre viaggiavo,  acquistato online e montato da me.
Trovate il ricambio seguendo questo link

Anno: 2018 - Km: 32000 - Spesa: € 39,00
Intervento: Parafango anteriore
A causa di un tizio che mi ha tamponato ho danneggiato il parafango anteriore e quindi ho dovuto sostituirlo, originale costava 90€ (l'assicurazione me ne ha dati 125€ per la riparazione) ma visto che mi sembrava un prezzo esagerato ne ho preso uno "non originale" su Ebay.
Montaggio fai da te, ecco il tutorial.

Anno: 2018 - Km: 32000 - Spesa: € 56,00
Intervento: Kit tagliando
Dovendo effettuare una serie di sostituzioni ho preso un kit tagliando completo su Ebay, il kit è composto da 2 litri di olio motore, filtro aria motore, filtro aria trasmissione, candela, pastiglie anteriori e posteriori.
Il montaggio l'ho effettuato da me, ho riunito tutte le istruzioni su come fare in questa pagina.

Anno: 2018 - Km: 32000 - Spesa: € 40,00
Intervento: Batteria
Acquistata presso BAT.MA. negozio specializzato in batterie, marca Varta, a breve pubblicherò il tutorial.

Anno: 2018 - Km: 32000 - Spesa: € 67,00
Intervento: Revisione
Presso Autoriparazioni Depeppo.

Anno: 2018 - Km: 32200 - Spesa: € 260,00
Intervento: Revisione ammortizzatori anteriori, cambio disco e pastiglie anteriori
Gli ammortizzatori anteriori dopo anni di buche avevano ceduto, la guarnizione dello stelo perdeva olio e spesso prendendo una buca sentivo un colpo dovuto al raggiungimento del fine corsa.
Dato che il disco anteriore era consumato ho fatto cambiare anche quello, questa volta non sono stato pienamente soddisfatto dei lavori, per le sospensioni tutto ok ma la pinza del freno è stata rimontata senza alcune parti e il primo giorno si è bloccata la pinza, dopo il loro intervento la situazione è migliorata ma ancora oggi ho le pastiglie che traballano, inoltre non prendono il bancomat e mai vista una fattura da loro, penso cambierò officina.
Lavori effettuati presso Power Tech.

Anno: 2018 - Km: 32500 - Spesa: € 0,00
Intervento: Cambio olio
Avevo quello avanzato dal kit precedente

Anno: 2018 - Km: 33000 - Spesa: € 21,50
Intervento: Specchietto DX
Come quello sinistro è marcito alla base, acquistato online e montato da me.
Trovate il ricambio seguendo questo link

Anno: 2019 - Km: 35400 - Spesa: € 59,95
Intervento: Batteria
Purtroppo la batteria economica presa in precedenza mi ha mollato dopo un solo anno, che fregatura, ho quindi optato per una Yuasa presa da Norauto.
Ho, con dispiacere, scoperto dopo che su Amazon costava molto meno

Anno: 2019 - Km: 35500 - Spesa: € 5,50
Intervento: Cambio olio
Come gli interventi precedenti sempre seguendo il mio tutorial.

domenica 11 febbraio 2018

Struttura esposizione foto/quadri portatile low cost

Ecco come costruire una struttura per esposizione quadri portatile spendendo pochissimo e con materiali riciclati.

Per prima cosa ho recuperato due piantane (una era una vecchia alogena e l'altra l'ho trovata nel cassonetto) e ne ho segata una in modo che avessero la stessa altezza, è importante abbiano anche lo stesso diametro.


A questo punto procuratevi un asse di legno, delle viti e del fil di ferro


Partendo dal bordo dell'asse lasciamo circa 5cm, mettiamo due viti da un lato distanti quanto basta per lasciarci passare il palo della piantana, poi mettiamo una terza vite in alto al centro e uniamo le teste delle viti con il filo di ferro come in foto


Come vede ho segnato con una matita la dimensione del palo della piantana, poi ho messo le due viti in primo piano, quindi quella dietro e poi ho unito il tutto.
Fate la stessa cosa de entrambi i lati dell'asse e quindi infilate l'asse sopra le piantane come in foto


Il risultato sarà un'asse orizzontale sostenuta dalle due piantane


Nella foto ho aggiunto altre viti che fungeranno da punto di attacco per quadri o foto o qualsiasi cosa vogliate esporre, ovviamente lo terrò girato dalla parte libera del legno.


Ecco un esempio di utilizzo, ho censurato le foto per problemi di copyright


La struttura come si può facilmente intuire è facile da trasportare in quanto si smonta e rimonta in un attimo.
Ecco come con pochi euro è possibile creare un espositore per foto e quadri.

venerdì 22 aprile 2016

Cambiare la cinghia della macchina del Pane

Questo è un breve tutorial su come smontare la macchina del pane per poter cambiare la cinghia.
Dopo impasti su impasti la cinghia si consuma e può rompersi o essere talmente logora da sfilarsi dalle pulegge sulle quali gira.
Una cosa che mi ha colpito in modo negativo è come è stata assemblata la macchina del pane, nel mio caso si tratta di una Fornarina della Termozeta (che assomiglia molto a quella della Severin) ma ho letto che è un problema comune.
La cinghia è sul fondo della macchina ma anziché creare un fondo apribile hanno pensato di costruirla sul fondo stesso costringendoti a smontare tutto per arrivarci, credo sia stato fatto apposta per scoraggiarne la riparazione, ma a me piace recuperare le cose anziché buttarle.

Per prima cosa togliamo le 6 viti che stanno sul fondo, questa operazione si può fare anche dopo ma la faccio subito in modo da non dover più girare la macchina in seguito.


I fori sono tre per lato, uno al centro e due ai lati, e qui arriva il primo inghippo le viti dei fori centrali sono di tipo strano, necessitato di un cacciavite a due punte per essere estratte.


Per toglierla ho usato un cacciavite piatto piccolo agendo su metà vite si riesce a toglierla abbastanza facilmente, questo genere di viti sono create per evitare che tu possa riparare da solo la macchina, ovviamente le due viti saranno sostituite da viti normali della stessa misura.

Adesso giriamo la macchina e togliamo le tre viti che stanno in alto, dietro la zona display


Una volte rimosse tirando verso l'alto la parte con il display viene via


Resta collegata solo da un cavo che possiamo sganciare dalla scheda elettronica semplicemente premendo la linguetta che si trova di sopra.


Dopo aver tolto questa parte passiamo a smontare il cestello, per prima cosa togliamo questa vite che tiene ferma quella piastra con i sensori di temperatura che vediamo nella foto precedente in alto a destra.


Quindi togliamo questa seconda vite che tiene ferma la serpentina, questa operazione ci faciliterà nel passaggio successivo.


Per togliere il cestello è necessario svitare 8 viti che stanno sul fondo, sono 2 per lato, data la posizione scomoda consiglio di usare cacciaviti lunghi e con la lama della dimensione ideale oltre all'aggiunta di svitol, sono particolarmente dure da smuovere.


Tolte le 8 viti del fondo il cestello si può estrarre sollevandolo, non serve tirarlo fuori tutto basta che ne esca metà.


Nell'apertura lasciata dal pannello con i display vediamo queste due linguette, le sganciamo con il cacciavite tirando la parte bianca verso l'alto mentre le solleviamo con il cacciavite.


Se le abbiamo sganciate finalmente la macchina si apre, il guscio bianco viene via con tutto il cestello


Siamo quasi alla fine, la base della macchina contiene le pulegge e il motore, per arrivare alla cinghia non resta che staccarla, la base è attaccata al fondo tramite 6 viti, due sono accanto al motore.


Una la troviamo tra il motore e la serpentina


Una è in una posizione molto scomoda quasi sotto il trasformatore


Infine le ultime due


A questo punto possiamo alzare la base e finalmente accedere alla cinghia.


Come si vede nella foto la mia cinghia era da cambiare, era caduta ma provandola non restava su durante il funzionamento e come si vede nella foto è sfilacciata, in quel caso è meglio comprarne una nuova.
Quando la rimontate fate attenzione agli incastri della serpentina nel cestello prima di avvitarlo e controllate che la placca con i sensori sia allineata prima di rimettere la vite.

In conclusione devo dire che chi ha progettato questo genere di macchina non ha tenuto conto della manutenzione altrimenti avrebbe fatto un fondo apribile invece di obbligarti a smontare tutta la macchina, le viti che necessitano di un cacciavite speciale poi sono proprio una mossa da veri bastardi, tutto sommato con mezzora/un'ora di lavoro e 10 euro di spesa potete rimettere la macchina a nuovo.